Solitudine

Spesso l’entusiasmo antecedente a una partenza, può generare aspettative irrealistiche rispetto alla possibilità

e alla facilità di instaurare nuove relazioni nel luogo di arrivo, lasciando spazio a una problematica disillusione, spesso difficile da verbalizzare. Aprirsi e condividere con gli altri la propria sofferenza e il senso di solitudine,

può essere percepito come un’ammissione di fallimento e può far avvertire il rischio di compromettere

la propria reputazione personale, o professionale.

 

Tuttavia, la solitudine è un fenomeno che riguarda la comunità degli espatriati a tutti i livelli, dai manager in carriera più influenti e sicuri di sé, ai relativi partner che sacrificano la propria carriera per seguirli, fino ai viaggiatori zaino in spalla che girano il mondo in cerca di una nuova avventura. Ognuno di noi è in cerca di relazioni e il fatto di aprirsi, esprimendo le proprie difficoltà, può consentire all'altro di rispecchiarsi. Fino al momento in cui non si riuscirà a condividere il proprio vissuto, è possibile che si indossi una maschera per proteggersi, continuando a ostacolare la possibilità di stabilire contatti profondi e significativi.

L'assenza di un supporto adeguato può portare, nel tempo, a un'intensificazione del malessere e causare la cronicizzazione della problematica e del conseguente stato di sofferenza.

Riconoscere questa condizione di disagio e cercare aiuto nel momento stesso in cui essa si presenta o persino in via preventiva, in vista di una partenza, favorisce la possibilità di mettere a fuoco le proprie emozioni e i propri bisogni più profondi, oltreché di individuare le modalità più funzionali per reagire e aprirsi alla possibilità di instaurare relazioni autentiche e profonde.

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