Stress

Al giorno d’oggi sentiamo spesso parlare di stress e, sicuramente, esso occupa un ruolo importante anche nella vita di chi vive all'estero, o di chi sta per partire. Le ragioni sono molteplici e spaziano dal vasto numero di cose da organizzare nel periodo antecedente alla partenza, alla preoccupazione legata al momento del distacco dalla propria casa.

A questi aspetti pre-partenza, si aggiungono successivamente lo shock culturale, tipico dei primi mesi di permanenza,

e la difficoltà di integrare la propria cultura con quella cultura ospitante.

Tuttavia, identificare uno stato di stress non è così semplice, dal momento in cui ogni individuo ha reazioni e capacità di gestione di questa condizione molto diverse. C’è chi può arrivare a sostenere carichi di pressione estremamente elevati, mentre altri possono trovarsi in difficoltà molto più precocemente; c’è chi riporta sintomi fisici, come fastidi o dolori,

o ancora chi accusa lo stress a un livello più emotivo, fino a manifestare sintomi ansiosi o depressivi.

Nella sua forma positiva (eustress) lo stress è temporaneo e funzionale all'attivazione delle risorse che permettono di far fronte a un ostacolo. Infatti, quando si tratta di eustress, una volta risolto il problema, è possibile tornare a una condizione che favorisce il recupero di energie, lucidità e forza per affrontare un nuovo momento critico.

Quando però l’organismo è già in difficoltà, può accadere che i meccanismi attivati lascino la persona in uno

stato cronico di allarme e di tensione (stress patologico o distress).

Lo stress patologico può interessare diverse aree del corpo, come il cuore, il cervello, il sistema immunitario, i muscoli, i polmoni, lo stomaco, la pelle e gli organi riproduttivi; oltreché influenzare negativamente i pensieri, le azioni e i sentimenti. È pertanto fondamentale intervenire tempestivamente per ridurre l’impatto di questa condizione sull'organismo, eliminare i sintomi e promuovere il recupero di uno stato di benessere.

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